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Sei-su-immagine-raffigurante-palina-contenente-indicazioni-dei-sentieri-del-parco-naturale-regionale-di-gallipoli-cognatoPoco più di quindici anni sono trascorsi dall’istituzione del Parco Regionale di Gallipoli Cognato-Piccole Dolomiti lucane, atto che ha sancito la messa a valore e tutela di un territorio permeato di storia, cultura e tradizioni di straordinaria importanza e suggestione. Il territorio del Parco, dall’estensione di 27.027 ettari, presenta differenti situazioni geomorfologiche e microclimatiche, che hanno determinato il formarsi di ambienti naturali diversificati e di assoluto pregio: foreste di cerri maestosi, come il bosco di Montepiano e la foresta di Gallipoli Cognato, la montagna del Caperrino, le vette suggestive delle Dolomiti Lucane e ancora torrenti e sorgenti d’acqua a carattere stagionale. Numerosa e cospicua è  anche la varietà di specie floristiche e faunistiche presenti nel territorio. Cinque piccoli Comuni si inseriscono tra le splendide vedute paesaggistiche del Parco: Accettura, Calciano, Oliveto Lucano, in provincia di Matera, Castelmezzano e Pietrapertosa in provincia di Potenza; cinque piccoli borghi, ognuno di essi custode di storia antica, di piccoli tesori costituiti da vicoli, scorci, edifici sacri e tradizioni secolari. Ed è in questi paesi nascosti allo sguardo dei viaggiatori che ancora oggi vengono  celebrati antichi rituali, conservate tradizioni popolari testimoni dello stretto rapporto tra l’uomo e la natura, suggellato dal rinnovarsi stagionale dei riti arborei, celebrati in  tutti i Comuni ad eccezione di Calciano. Un vero e proprio Parco dei maggi. Il Parco non è soltanto un territorio selvaggio dominato da ambienti naturali, ma annovera anche importanti tracce di un trascorso millenario.
È il caso dell’importante sito archeologico di Monte Croccia, che conserva i resti di una città fortificata risalente al VI-IV sec. a.C., dell’antico insediamento di origine medievale di Gallipolis, dei siti di Tempa Cortaglia e Costa Raia. Cosi come assolutamente straordinario sono alcuni suoi borghi rurali dove pare essersi fermato anche il tempo, vedi  Valmiletta, Valdienne e Serra del Garbo di Accettura, l’ Abetina, Casieri e Castagna di Pietrapertosa e Calcesia di Castelmezzano.
Sei-su-immagine-raffigurante-scorcio-dolomiti-lucane-nei-pressi-di-castelmezzanoGli scenari impressionanti delle Dolomiti Lucane, rocce di arenaria che compongono bizzarri profili, celano alla vista due piccoli borghi edificati a loro ridosso: Castelmezzano e Pietrapertosa, attraggono per la loro bellezza naturalistica ed oggi ancor di più per coloro che vogliano cimentarsi nell’avventura del Volo dell’angelo. Un volo tra le guglie dolomitiche per godere dall’alto di gole e anfratti che caratterizzano questo paesaggio. Fruire il Parco di Gallipoli Cognato non vuol dire soltanto ammirare le meraviglie della natura, ma anche comprenderne i meccanismi, osservarne gli ecosistemi, studiarne le peculiarità. In questo territorio, infatti, è possibile svolgere numerose attività laboratoriali, volte in particolare al mondo scolastico, gestite dal C.E.A.S. “Dolomiti Lucane”, che offre pacchetti didattici, volti all’educazione ambientale, turistici ed escursionistici, muovendo nell’ottica di un turismo alternativo e sostenibile. ln tale contesto la presenza di una sentieristica molto articolata, che consente la scelta di itinerari escursionistici a piedi, a cavallo ed in mountain bike, completa l’offerta ecoturistica che risponde alla mission di questa realtà territoriale. La costante crescita culturale di quest’area si caratterizza anche per la stretta collaborazione con associazioni locali, segno tangibile, questo, della ferma volontà di promuovere, e al contempo salvaguardare un territorio che per il suo patrimonio storico-naturalistico costituisce un unicum.

a cura di Rocco Rivelli

Due gioielli delle Dolomiti Lucane: Pietrapertosa e Castelmezzano

Pietrapertosa

Sei-su-immagine-raffigurante-panoramica-di-pietrapertosaNel cuore della Basilicata a 1088 metri sul livello del mare tra il mar Ionio, la montagna potentina e la murgia materana si trova Pietrapertosa il paese più alto della regione. Terra di vita a misura d’uomo che offre non solo quiete, riposo e cortesia, ma anche cultura, arte, folklore, gastronomia e prodotti tipici che ne rendono quanto mai piacevole la visita in ogni stagione. Le emergenze naturali sono rappresentate dalle Dolomiti Lucane, dai boschi di Montepiano e Nigro e dalla montagna di Caperrino; in tal proposito è importante dire che Pietrapertosa è uno dei cinque comuni del Parco regionale di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane. Il soggiorno in questo paese offre l’opportunità di visitare il Convento di San Francesco, datato 1474, in cui è possibile ammirare una tela del Pietrafesa raffigurante Sant’Antonio da Padova (1631), un coro ligneo tutto intagliato e intarsiato, opera di un frate vissuto nel convento intorno al 1550, un polittico con statua lignea nell’edicola rappresentante la Madonna della Natività,  un ciclo pittorico raffigurante i Misteri del Rosario e la Vita di San Francesco d’Assisi, anche questi risalenti al XVI secolo ed opera di Giovanni di Luca da Eboli. Oltre al convento, è possibile visitare la Chiesa Madre dedicata a San Giacomo Maggiore (XV secolo) e i ruderi del castello Normanno-Saraceno con l’adiacente quartiere arabo: “Rabata”. In Via Garibaldi, la strada che collegava la cattedrale al convento francescano, si trovano dei bei palazzotti nobiliari quasi tutti del XVIII secolo.

Castelmezzano

Sulle Dolomiti LucSei-su-immagine-raffigurante-panoramica-di-Castelmezzanoane, inserita in uno dei più affascinanti paesaggi lucani, si trova Castelmezzano a 890 metri sul livello del mare, facilmente raggiungibile da Potenza da cui dista circa 35 km.
Quasi sicuramente d’origine Longobarda, fu occupata intorno all’anno 1000 dai Saraceni e, in seguito, dai Normanni le cui tracce sono visibili nei gradini scavati nella roccia che conducevano ad un posto di avvistamento.
Nella piazza principale si erge maestosa la Chiesa Madre di S. Maria dell’Olmo (XIII secolo), al cui interno sono custodite una scultura lignea policroma del ’300 raffigurante la Madonna dell’Olmo, e due tele rappresentanti la “Madonna delle Grazie e due Santi Domenicani” e la “Sacra famiglia” attribuibili entrambe a Girolamo Bresciano (XVII secolo).
Belli sono inoltre i palazzi nobiliari esistenti in paese, fra i quali ricordiamo: Palazzo Merlino, Palazzo Parrella, Palazzo Ducale, Palazzo Campagna e Palazzo Paternò.

In tutto il territorio dei due comuni ci sono sentieri naturalistici, dove un tripudio di colori ed odori appagano la vista e l’olfatto, e che, se percorsi in religioso silenzio, sono l’ideale per chi vuole lasciarsi trasportare in una dimensione assolutamente rilassante. L’energia che questi luoghi offrono é fortissima, specie per chi vuole prendersi una pausa dallo stress della vita quotidiana e rigenerarsi nel corpo e nella mente.

a cura di Teresa Colucci

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