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Quando nel 1847 il giornalista napoletano Cesare Malpica intraprese un viaggio in Basilicata alla scoperta della regione, fu sconsigliato da amici e colleghi che, ignorando le bellezze di quella terra, la consideravano arretrata e priva d’interesse. Malpica, al ritorno dal viaggio, definì la Basilicata «il più bel paese d’Italia» e ne esaltò la vita culturale e le “magiche” tradizioni popolari, rimanendo esterrefatto dalle testimonianze del passato rintracciabili soprattutto nei resti archeologici della Magna Grecia.
I resti della Magna Grecia sono presenti lungo il litorale Ionico della Basilicata, a pochi chilometri dal mare, questi siti offrono un turismo culturale che si può facilmente abbinare a quello balneare: come a Metaponto, dove visse e morì nel 490 a.C. Pitagora e che oggi è una rinomata località balneare. Sei-su-immagine-raffigurante-tempio-greco-nei-pressi-di-metapontoSecondo la leggenda fu Nestore di Pilo fuggiasco da Troia nel 773 a.C a fondare Metaponto, così chiamata in onore dell’ eroe greco Metapontos.
Per gli storici, invece, il nome di questa colonia deriva dalla sua collocazione geografica, di essere cioè una città posta tra due fiumi il Bradano e il Basento. I coloni greci costituirono in breve tempo una città ricca e fiorente: se ne coglie ancora tutta la sua presenza, percorrendo il sentiero che conduce al Tempio Dorico del VI secolo a. C., dedicato alla dea Hera. I resti di questo tempio (15 colonne) sono stati battezzati nel Medioevo con il nome di Tavole Palatine di Metaponto.
Le rovine del Parco Archeologico dedicato ad Apollo Licio, oggi, ci consentono di comprendere l’intero disegno di Metaponto che ebbe origine nel VII sec. a. C. e fu abbandonata nel corso del VI sec.d. C.
Il complesso si presenta con un piano urbano dalle forme geometriche di concezione quasi moderna, nell’Agorà sono visibili basi di statue, altari di colonna di ben quattro Templi di ordine Dorico e Jonico dedicati ad Atena, Apollo, Hera e Afrodite.
Sei-su-immagine-raffigurante-reperti-archeologici-nel-museo-archeologico-nazionale-di-policoroTestimonianze di arte greca e reperti di produzione artistica locale, sono custodite oggi nel Museo Archeologico di Metaponto. Il museo è oggi il luogo migliore dove comprendere l’evoluzione storica dell’area, dall’età del bronzo fino all’avvento dei romani, con un’attenzione particolare sulla nascita e la crescita della colonia greca. Interessante, per la fase più antica, il confronto fra i manufatti a impasto della cultura locale e i raffinati vasi italomicenei torniti e decorati.
Altra area archeologica della costa ionica è quella di Policoro, tra i fiumi Agri e Sinni. La cittadina, sorge a poca distanza dalle rovine dell’antica città di Heraclea, importante centro della Magna Grecia sorto nel VI secolo a.C., dove nel 280 a.C. i Romani combatterono Pirro, re dell’Epiro.
Nell’area archeologica a 500 metri da Policoro (sulla Provinciale per Tursi) troviamo il Museo Nazionale della Siritide ed il Parco Archeologico, che riuniscono le testimonianze dell’antica Siris ed Heraclea, più quelle provenienti dai paesi delle Valli dell’Agri e del Sinni. Nelle vicinanze da vedere: il Santuario di Demetra ed il Tempio Arcaico dedicato a Dionisio risalente al VII sec. a. C.
Sei-su-immagine-raffigurante-veduta-di-pisticciLa ricca storia di questa parte della Basilicata non è testimoniata unicamente dalle rovine magno greche.
A Pisticci, grosso comune della Provincia di Matera situato a pochi chilometri dalla costa i primi insediamenti risalgono al X secolo a.C., ad opera degli Enotri, e sono testimoniati da diverse necropoli.
La storia di Pisticci è molto legata alle frane che più volte nel corso del tempo ne hanno modificato topografia, toponomastica e storia: il rione Dirupo, una delle maggiori attrattive del paese, caratterizzato da filari di casette tutte uguali, bianche, a fronte cuspidata, ricorda una delle frane più imponenti tra quelle che, nei secoli hanno interessato il centro abitato.
L’antico borgo arabo denominato Rabatana non è l’unico motivo per una visita a Tursi, paese natale del poeta dialettale Albino Pierro: poco distante, infatti, c’è la cattedrale di Anglona, imponente santuario mariano edificato sulle rovine dell’antica Pandosia. Il pittoresco borgo di Valsinni è invece il luogo in cui si è consumata la vicenda umana e sentimentale della poetessa Isabella Morra assassinata dai suoi fratelli che vollero lavare col sangue il disonore arrecato alla famiglia dalla relazione della poetessa con Diego Sandoval de Castro.

Il mare.

Sei-su-immagine-raffigurante-litorale-di-policoroIl mare della Costa Ionica lucana con i suoi 35 km di spiagge da Metaponto a Nova Siri, di sabbia finissima e dorata, orlate da pini e dai profumi di macchia mediterranea, è il luogo ideale per chi vuole trascorrere un’estate gradevole, rilassante, spensierata. Qui, è passata la storia lasciando testimonianze di quelli che furono alcuni tra i centri più ricchi della Magna Grecia, civiltà, va ricordato, che fu essenzialmente litoranea. Le località della Costa Ionica, caratterizzate da larghe spiagge belle e tranquille, dalla presenza di un’ampia pineta, da un’edilizia moderna e gradevole, sono: Lido di Metaponto, Marina di Pisticci (con le spiagge di San Basilio, San Teodoro, Macchia, La Spiaggetta), Lido di Scanzano Jonico (spiaggia di Terzo Cavone), Lido di Policoro, Marina di Rontondella, Marina di Nova Siri.
Efficienti strutture alberghiere ed extra alberghiere, sono pronte ad ospitare tutti coloro che desiderano trascorrere una vacanza in Basilicata in grado di unire archeologia, mare, sport, natura, cultura e divertimenti. Per allietare le vacanze dei villeggianti, in tutti i centri della Costa Ionica vengono organizzate serate danzanti, rassegne di spettacoli teatrali e musicali, mostre di pittura ed esibizioni di spettacoli folk.

a cura di Cristian Lalinga

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